12 Ottobre 2018 – Casa di Cuzco, Missione Mato Grosso

Oggi ho conosciuto Pilar, una donna di circa 45 anni che ha deciso di dedicare e donare la propria vita per questa missione.

Insieme al marito Enrico sono più di 20 anni che si occupa delle persone che hanno necessità di accoglienza.  La casa di Cuzco si occupa della gestione economica e della distribuzione delle risorse, oltre che dell’accoglienza dei Descapacitados, ovvero persone con disabilità o necessità mediche.

L’ospedale di Cuzco è l’unico centro medico nel raggio di 200 km. Tutte le persone che chiedono aiuto alle parrocchie vengono inviati e accolti in questa casa.
Viene offerto loro un letto, cibo, l’aiuto necessario per la documentazione medica, il trasporto in struttura, un accompagnamento  per i colloqui con i medici, l’eventuale periodo di convalescenza e il servizio infermieristico della volontaria. Gratuitamente.

Oggi ho avuto la possibilità di conoscere alcune tra le persone accolte:

  • Julio: un giovane ragazzo di 29 anni, colpito da una lesione spinale bassa completa, che lo costringe tutto il giorno a letto. Sono passati quasi due mesi dall’incidente ma le gambe purtroppo non danno segno di ripresa. Lo abbiamo visitato, valutato e nel poco tempo a disposizione abbiamo cercato di fornire a lui e a chi lo assiste tutte le informazioni e consigli utili possibili. La sua situazione è molto fragile,  l’unica cosa che vorrebbe è porre fine alla sua vita. Ho cercato di distrarlo, farlo sorridere e ridere, mostrargli i miglioramenti comparsi nei due mesi trascorsi. Ma soprattutto ho cercato di caricarlo il più possibile affinché non smetta di combattere, non smetta di allenarsi e fare esercizi, insomma di non mollare!

 

  • Raimondo: un signore di 70 anni con un tumore maligno al piede destro che si sta estendendo a tutta la gamba. L’unico modo per iniziare a combattere il tumore e’ un ciclo di radioterapia, che viene effettuato solo nell’ospedale di Lima situato a 1282 km da Cuzco. La famiglia non ha alcuna possibilità economica. È accolto nella casa di Cuzco in attesa che si raccolgano i fondi minimi per il viaggio tramite alcune attività parrocchiali, come la vendita di dolci.

 

  • Yanet: una ragazza di circa 30 anni, affetta da una paralisi cerebrale infantile. Ha molte difficoltà motorie, ma nonostante questo dedica tutte le sue giornate aiutando la signora Pilar nelle faccende di casa. Oltretutto, grazie alla sua bravura nel realizzare braccialetti, permette una bella raccolta fondi tramite la loro vendita.

Sono rimasta in quella casa per ore, cercando di dare consigli e aiuti pratici per quanto sia possibile in un pomeriggio, consapevole che in queste circostanze anche un solo consiglio o un incoraggiamento può fare la differenza.

Sono uscita da quella casa svuotata, avevamo poco tempo e dovevamo tirare fuori il massimo.
Sono uscita da quella casa sentendomi minuscola e quasi inutile di fronte a quelle persone che stanno dedicando la vita per i più bisognosi.
Sono uscita da quella casa chiedendomi cosa potessi fare dell’Italia per dare loro un aiuto in termini umani. A volte basterebbe una semplice chiacchierata nelle università per trovare ragazzi disposti a dare una mano.
Sono uscita da quella casa sentendomi fortunata di aver conosciuto una grande donna come Pilar, il cui esempio mi guiderà per tutta la vita.
Sono uscita da quella casa sentendomi grata del dono della vita che mi è stato dato e di tutte le possibilità che ho essendo nata dall’altra parte del mondo.

Sono uscita da quella casa con un braccialetto fatto da Yanet, che mettendomelo al polso mi ha sorriso e mi ha detto Grazie.

Quel piccolo ma enorme gesto mi ha aperto il cuore, donandomi tanta forza ed entusiasmo per continuare questo viaggio di vita.

Alla prossima!