La sveglia la mattina è alle 6.30.

Dopo circa 10 minuti in cui cerco di capire in che parte de mondo sia, sorrido e penso “ vacca miseria chissà quanto farà freddo al di fuori delle coperte!”

3…2…1… parte il cambio di vestiti più veloce del west, via il pigiama e su i mille strati di vestiti. Oggi pioverà? Ci sarà il sole? Boh, si è pronti ad ogni evenienza nella temporada della lluvia (il tempo delle pioggie).

Ore 7.00 orazione: 20 minuti tra canti e il buongiorno riflessivo diPadre Topio che mi da sempre la carica.

7.30: colazione nel salone comune con i ragazzi della scuola di turismo, i ragazzi della parrocchia e i volontari. Non siamo mai meno di 40!

Ore 8.30: si inizia a lavorare. Trattiamo due ragazze della scuola di Montagna che dopo i 3 giorni di pratica in montagna sono tornate con la schiena distrutta

Ore 9.30: Io, Giacomo (un altro Fisioterapista) e Mariela (la nostra intermediatrice culturale) con la sua figlioletta di 10 mesi al seguito Melody ci dirigiamo con il minibús verso i centri di salud di Kerany e Chachacomani, due comnuità 30/40 minuti da Peñas.

All’interno dei centri di salute con cui e’ nata la collaborazione abbiamo un “pequeño cuarto” con un letto dove possiamo attendere i nostri pazienti.

10…20…50… minuti, non arriva nessuno! Purtroppo bisogna considerare molte cose:

  • I minibús nel campo passano negli orari più disparati senza costanza e regolarità, dipende dal momento in cui si riempiono nella comunità di partenza.
  • È tempo di semina e sicuramente vivendo di sussistenza daranno priorità alla loro terra e al loro bestiame.

Il  nostro lavoro tuttavia non consiste solo nel trattare i pazienti, ma soprattutto nel tessere relazioni e collaborazioni positive e costruttive con i professionisti all’interno del centro di salute. L’obiettivo e’ che i due servizi si integrino e possano quindi migliorarne la qualità.
Spesso non è semplice dato che alcuni pensano che vogliamo imporci con un servizio migliore o rubar loro il lavoro.

La mattinata quindi non è andata buttata nonostante l’assenza dei pazienti; la costanza , la perseveranza e la constante presenza ci aiuteranno nei nostri obiettivi. Non demordiamo!

Ore 12.30: pranzo tutti insieme in Parrocchia.

Ore 13.30: si inizia a lavorare! Questa volta al domicilio di due pazienti che vivono nel campo.

Andiamo prima da Sallustiana, una donna tra i 60 e i 70 anni, non sappiamo che eta’ abbia con certezza. Vive con alcuni famigliari in una casa nel campo, non ha figli  e il marito l’ha abbandonata prima che si scoprisse la malattia. Dopo una serie di cadute, una visita al centro di salud ed un ricovero in ospedale le e’ stata diagnosticata una malattia neurológica chiamata Guillain Barre’. L’allettamento di un mese senza riabilitazione e il ritorno a casa in assenza di una presa in carico riabilitativa l’hanno portata ad un allettamento con conseguente perdita totale dellapropria autonomía. Tra Febbraio e Marzo 2018 (dopo circa due mesi dalla dimissione) io e Andrea (il Fisioterapista presente in quei mesi) passiamo causalmente al centro di salute per fare due chiacchiere e sapere se ci fossero novità, ed e’ in quel momento che siamo venuti a conoscenza della storia di Sallustiana.  Non sto a raccontare tutta la storia, fatto sta che ad oggi cammina con l’ausilio di una stampella ed ha riacquisito l’autonomia in tutte attività di vita quotidiana. Chissà quale sarebbe stata la sua qualità di vita se non fossimo passati casualmente quel giorno per il centro di salute.

Successivamente andiamo da Maribel, una ragazzina di 12 anni con una problematica neurologica all’arto inferiore sinistro. Lavoriamo con lei da circa 1anno, nel quale ha recuperato il controllo motorio della gamba, permettendole di tornare a camminare senza dolore, giocare a calcio ed andare in bicicletta.

Ore 17.00: siamo a casa, grazie al cielo la pioggia e’ rimasta lontana da noi. Ma la giornata non e’ finita, decidiamo di andare a trovare Julieta, una bimba di 15 anni di cui racconterò più avanti. Passiamo con lei e la sorella Marta le due ore prima della cena giocando e chiacchierando

19.30: cena

20.30: attività con i ragazzi o ritrovo nella sala comune dove ci possiamo riscaldare tutti insieme  dato che c’e’ la stufa. Un momento di condivisone delle proprie giornate bellissimo.

21.30 o più tardi: nanna, magari dopo aver ammirato la volta celeste sopra la parrocchia con la via lattea ben visibile, con la mia boule dell’acqua calda per riscaldare i piedi, che fedele compagna di Viaggio.