I PIEDI

 

Tutti nasciamo con i piedi piatti!

Questo è molto importante saperlo. Il passaggio dal gattonamento alla stazione eretta consiste nel cambiare un appoggio sicuro da quattro sostegni a due. Ognuno di noi l’ha fatto, in maniera naturale anche se con difficoltà. Oltretutto, siamo come un pendolo invertito (ancorato in basso e non in alto come il classico pendolo dell’orologio), cosa ancor più complicata da gestire:

Il piede piatto nel bambino è un vantaggio per imparare a camminare. Questo permette di avere una base di appoggio più ampia, e quindi una maggiore capacità di ricerca dell’equilibrio. Bisogna rispettare i tempi evolutivi, i quali di solito si protraggono fino agli 8 anni di età.

Rimane comunque prioritario il costante controllo del corretto sviluppo del piede. Ai nostri inesperti occhi tutto può sembrare normale, o completamente sbagliato. Affidarsi al pediatra, ortopedico o fisioterapista per controlli di routine permette una maggiore probabilità di corretto sviluppo, anche perché:

il piede può essere causativo!

Avere una qualunque problematica al piede (piattismo, varismo o valgismo del retropiede, etc..) potrebbe condizionare il resto del corpo.

Bisogna pensare al nostro corpo come qualcosa “tra l’incudine e il martello”, in cui il primo è l’appoggio podalico mentre il secondo gli occhi. Esatto, la vista! Siamo stati progettati da Madre Natura per guardare in avanti, e orizzontalmente.

Qualunque sia la defezione, il corpo si adatterà a questa condizione, purché continui a guardare il più orizzontale possibile!

Il piede, esattamente come le fondamenta di una casa, deve essere saldo e ben sviluppato. Solo in questo modo si permetterà al corpo di crescere senza condizionamenti.

E ricorda: il corpo è stato creato per essere usato!